
L’Oasi Ca Rossa, situata nel comune di Pieve d’Olmi (CR), è un’ampia area naturalistica composta da vecchie cave d’argilla che, circa 20–25 anni fa, sono state rinaturalizzate. La porzione più ampia, di proprietà comunale e identificata in rosso, copre circa 11 ettari, mentre il resto è suddiviso tra aree private recintate.
Il fondo delle cave è poco profondo e permeabile, perciò il livello dell’acqua è strettamente legato a quello della falda acquifera sottostante. Nei periodi di siccità o discreta piovosità, l’oasi soffre drasticamente: nei periodi estivi, quando scarseggia l’acqua, l’area e i laghetti circostanti quasi si prosciugano, mentre con le irrigazioni agricole la falda può risalire, seppur lentamente.
Questo delicato equilibrio ha reso l’oasi vulnerabile: la carenza di acqua e le ondate di calore hanno provocato pesanti mortalità di pesci, tra cui siluri e carpe, e persino di cigni, a causa di morte per ipossia. Nel 2017 si segnalava un marcato prosciugamento, definendo la situazione “agonizzante” senza interventi di ripristino del livello idrico.
Nonostante ciò, l’Oasi Ca Rossa rappresenta un rifugio per numerose specie animali e vegetali. Numerosi volatili quali aironi cinerini e bianchi, garzette, cormorani, gallinelle d’acqua, tarabusini, martin pescatore, picchi rosso e verde, poiane, beccaccini, cavaliere d’Italia, ibis sacro, sgarze col ciuffo, oltre a mammiferi come scoiattoli, volpi e conigli selvatici, trovano riparo e sostentamento nell’oasi.
Le iniziative per la sua salvaguardia sono varie: l’amministrazione comunale ha collaborato con enti come Lipu, WWF e il professor Groppali (entomologo) per visite guidate e sensibilizzazione nelle scuole. È stata costituita anche un’associazione di volontari che, a proprie spese, gestisce interventi minimi per garantire livelli d’acqua sufficienti alla biodiversità.
Negli anni, associazioni come Codacons hanno lanciato allarmi ambientali, sollecitando il Comune a reperire risorse economiche, rafforzare la fondazione dell’area e intervenire concretamente per evitare la scomparsa dell’oasi.
Geograficamente, l’oasi è inserita in un contesto naturale ricco: si trova a nord del borgo di San Giacomo Lovara e a sud del Bodrio di Ca’ de’ Gatti, nelle campagne a sud di Zibello. Il sito è anche frequentato da ciclo‑turisti grazie alla presenza di itinerari ciclabili che lo attraversano.
In sintesi, l’Oasi Ca Rossa è un patrimonio ambientale di rilievo provinciale: una ex cava rinaturalizzata che, malgrado la ricca biodiversità e le attività di tutela, è fragile a causa della mancanza di un sistema idrico stabile. La sopravvivenza dell’oasi richiede ora maggiori interventi strutturali, risorse e coordinamento tra istituzioni e comunità locale.